CibelloCibelloScarica l’app
I numeri, con la fonte

Spreco alimentare in Europa: quanto cibo si butta, per settore e per persona

Quanto cibo si spreca davvero in Europa? Eurostat pubblica ogni anno una stima per l’intera Unione europea, divisa per settore e per abitante. Questa pagina raccoglie le cifre più recenti, riferite al 2023, spiega cosa misurano e cosa significano per una famiglia. I dati nazionali sono pubblicati dagli istituti di statistica dei singoli paesi.

Lo spreco alimentare nell’UE in breve (2023)

Rifiuti alimentari = tutto il cibo scartato, compresi bucce, ossa e fondi di caffè (massa fresca, parti commestibili e non commestibili). Anno di riferimento 2023, salvo indicazione diversa.
MisuraValoreFonte
Rifiuti alimentari totali nell’UE58,2 milioni di tonnellateEurostat, stime 2023
Variazione rispetto al 2022+0,7 % (57,8 milioni di tonnellate nel 2022)Eurostat
Rifiuti alimentari per abitantecirca 130 kg all’annoEurostat
Quota delle famiglie53 %, circa 31 milioni di tonnellateEurostat
Rifiuti alimentari delle famiglie per abitante69 kg all’annoEurostat

Fonte: Eurostat, Food waste and food waste prevention: estimates (Statistics Explained) e comunicato Eurostat del 16 ottobre 2025 «130 kg of food wasted per person annually in the EU».

Dove si spreca: la ripartizione per settore

Fonte: Eurostat, stime sui rifiuti alimentari, anno di riferimento 2023. Percentuali sul totale dell’UE e chilogrammi per abitante.
SettoreQuota del totaleKg per abitante
Famiglie53 %69
Industria alimentare e delle bevande19 %24
Ristorazione e servizi di ristorazione11 %14
Produzione primaria10 %12
Commercio al dettaglio e altra distribuzione8 %10

La lettura è chiara: più della metà dei rifiuti alimentari europei nasce nelle cucine di casa, non nei campi, nelle fabbriche o nei supermercati. Tutti gli altri quattro settori messi insieme arrivano al 47 %. Questo non vuol dire che le famiglie siano le uniche responsabili, ma che è lì che una singola persona ha più margine di intervento.

L’obiettivo europeo per il 2030

Con la revisione della direttiva quadro sui rifiuti approvata nel 2025, l’Unione europea si è data un obiettivo vincolante: ridurre entro il 2030 i rifiuti alimentari del 10 % nella trasformazione e nell’industria alimentare e del 30 % per abitante nel commercio al dettaglio, nella ristorazione e nelle famiglie, rispetto alla media del periodo dal 2021 al 2023. È un obiettivo a livello di Unione; i singoli paesi decidono come raggiungerlo e pubblicano i propri dati attraverso gli istituti nazionali di statistica.

Per una famiglia il traguardo è concreto: 30 % in meno rispetto a 69 kg per persona significa passare a circa 48 kg. Non è una rivoluzione, è una serie di abitudini.

Cosa significano i numeri per una famiglia

Sessantanove chili per persona all’anno vuol dire che una famiglia di quattro persone produce oltre 270 kg di rifiuti alimentari, cioè più di cinque chili a settimana. Una parte è inevitabile: bucce, ossa, fondi di caffè. Ma una parte consistente è cibo che si sarebbe potuto mangiare, comprato con buone intenzioni e poi dimenticato in fondo al frigo. Le indagini sulle abitudini domestiche indicano quasi sempre gli stessi alimenti: frutta e verdura, pane, latticini vicini alla scadenza e avanzi senza un piano.

Quello che aiuta è noto e non richiede sacrifici: sapere cosa c’è in casa, pianificare qualche cena alla volta, fare la spesa con una lista e usare per primo ciò che scade prima. Leggi come ridurre lo spreco alimentare in casa e come un menu settimanale trasforma tutto questo in un’abitudine invece che in un progetto. Nell’app, l’inventario di frigo e dispensa e i promemoria gentili prima della scadenza servono esattamente a questo, senza fare la predica su cosa o quanto mangi.

Come leggere le stime

Le cifre Eurostat sono stime armonizzate: ogni Stato membro raccoglie i dati secondo una metodologia comune e li trasmette alla Commissione. Misurano i rifiuti alimentari nel loro insieme, compresa la parte non commestibile, perché distinguere in modo affidabile ciò che si sarebbe potuto mangiare è difficile su scala europea. Per questo i numeri per paese, che gli istituti nazionali pubblicano con maggior dettaglio, possono usare definizioni leggermente diverse e non vanno confrontati direttamente con questi. Quando citi un dato, indica sempre l’anno di riferimento e la fonte.

Se vuoi citare questa pagina

Usa liberamente le cifre citando Eurostat come fonte. Se vuoi rimandare a questa raccolta: «Cibello, Spreco alimentare in Europa: i dati Eurostat, cibello.app/it/statistiche-spreco-alimentare/, aggiornata 2026-09-04». Per domande sulla pagina scrivi a hello@cibello.app. Su Cibello e su chi la realizza: chi siamo.

Domande frequenti

Quanto cibo si spreca in Europa ogni anno?

Secondo le stime Eurostat, nel 2023 nell’Unione europea sono stati prodotti 58,2 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, pari a circa 130 kg per abitante.

Quanto spreca una famiglia europea?

Le famiglie producono il 53 % dei rifiuti alimentari dell’UE, circa 31 milioni di tonnellate, cioè 69 kg per abitante all’anno secondo Eurostat, anno di riferimento 2023.

Qual è l’obiettivo dell’UE sullo spreco alimentare?

Ridurre entro il 2030 i rifiuti alimentari del 10 % nella trasformazione e nell’industria e del 30 % per abitante nel commercio, nella ristorazione e nelle famiglie, rispetto alla media del periodo dal 2021 al 2023.

Dove trovo i dati sullo spreco alimentare del mio paese?

Eurostat pubblica le stime per l’intera UE. I dati per singolo paese, spesso con maggior dettaglio, sono pubblicati dagli istituti nazionali di statistica e dalle autorità ambientali di ciascun paese.

Prova Cibello gratis

Fotografa il frigo, ricevi idee per la cena con quello che hai già e condividi la lista della spesa con la famiglia.

Aggiornato 2026-09-04